La resilienza è un termine che, negli ultimi anni, si è diffuso molto nel linguaggio dei media e conseguentemente nel lessico quotidiano. Il termine indica la capacità degli individui di riuscire ad affrontare gli eventi stressanti e traumatici riuscendo tuttavia a riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle situazioni difficili.

Le persone sono solitamente resilienti e col passare del tempo riescono ad adattarsi alle situazioni, per quanto drammatiche possano essere. Tuttavia, possono presentarsi comunque situazioni troppo difficili da sostenere che comportano un'instabilità solitamente temporanea ma che può anche diventare permanente: in questi casi può essere necessario affrontare la situazione richiedendo l'aiuto di altri o di uno specialista.

La resilienza non è un tratto stabile dell'individuo: varia infatti a seconda del suo vissuto e al modificarsi dei suoi processi mentali. È possibile quindi migliorarla aggiungendovi nuove funzioni ma è anche possibile perderne alcune in determinate situazioni.

Le principali caratteristiche di un individuo resiliente sono:
  • impegno, cioè la tendenza a farsi coinvolgere nelle attività
  • controllo interno, cioè la convinzione di poter dominare gli eventi invece di essere in balia di essi
  • gusto per la sfida, cioè la predisposizione ad accettare i cambiamenti ed adattarsi ad essi non vivendoli come problematici
Esistono dei fattori individuali, sociali e familiari che contribuiscono a sviluppare una maggior resilienza: l'ottimismo, l'autostima, la robustezza psicologica (la capacità di superare le avversità in modo più positivo, riuscendo eventualmente anche ad imparare qualcosa di nuovo), le emozioni positive e il supporto sociale. Ciò che determina la resilienza è la qualità delle risorse possedute dall’individuo prima e dopo l’insorgere dell’evento traumatico.


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